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| Rapporto di attività 2005 Il complesso delle attività dell’Unione, per l’anno di riferimento, può essere sintetizzato in una espansione significativa dei suoi interventi istituzionali in interscambio costante con l’opera dei CCEP e nel quadro delle proiezioni internazionali e soprattutto europee. Tale intreccio è diventato particolarmente evidente nei rapporti con l’Associazione Europea per l’Educazione degli Adulti (EAEA) e nella pista feconda aperta dal Governo inglese nel suo semestre di pertinenza, culminato il 16/17 Settembre 2005 con il Convegno di Norwich, Norfolk (United Kingdom) al quale il Presidente dell’UNLA è stato invitato. Questo profilo dinamicamente innovatore ha performato ampiamente anche il ruolo dei Centri che si sono rapportati mediante programmi coerenti con le sedi europee, in sinergia con Ai fini di una sintesi, rapida ma dettagliata, del lavoro svolto, va preliminarmente sottolineato un evento di notevole rilievo che nel 2005 ha posto l’UNLA e la sua Università all’attenzione del mondo culturale, politico e dell’opinione pubblica in generale: la pubblicazione della ricerca UCSA, a firma del Presidente, “La Croce del Sud- arretratezze e squilibri educativi nell’Italia di oggi”. La quasi totalità della stampa, delle radio e delle tv pubbliche e private ne hanno parlato con inatteso ampio rilievo, anche se in termini non sempre scrupolosamente esatti ( il che ha imposto alcune precisazioni): ma l’evento mediatico è stato di enorme risonanza, (ne è dimostrazione l’allegato indice della rassegna stampa, all.n.1). L’aspettativa dell’Unione è che la classe politica italiana si faccia carico di questo problema che, pur focalizzando il ruolo dell’UNLA in Italia, da esso esonda, risultandone un tema di centralità nazionale. In due parole, si è forse capito quello che da anni andiamo sostenendo : che la scuola solo scuola, dai 3 ai 24 anni, non serve più, perché non basta allo sviluppo culturale e socio-economico del Paese. In breve, la tesi di fondo de “La Croce del Sud” è che parlare di scuola, come di solito accade, riferendosi solo all’apparato educativo tradizionalmente limitato all’età evolutiva, è, come accennato, riduttivo e fuorviante. Sarebbe come camminare su di una gamba sola e quindi saltellando. Due terzi e più dei cittadini italiani vengono infatti così condannati a non ricevere più, dopo la scuola, alcuna irradiazione educativa, nonché alla perdita inarrestabile delle loro conoscenze di base che, se non adeguatamente coltivate, decadono, ad unanime giudizio degli studiosi, ogni cinque anni. Da qui le necessità di impiantare, in forma adeguata , un sistema di Educazione Permanente che consenta a tutti un opportuno e programmato ritorno alla formazione lungo l’arco della vita. Tra l’altro, l’attuale “zoppia educativa” è la causa principale della pericolosa debolezza del nostro sistema economico: siamo, è solo un esempio, il Paese che ha il più basso livello di addetti all’industria con titolo universitario. Punto di partenza della ricerca è stata l’analisi dei dati Istat 2005 sull’istruzione nel nostro Paese. Come risulta dall’ultimo censimento, i cittadini italiani, quanto a scolarità formano una piramide appuntita (vedi grafico). Al vertice, 7,5% di laureati (circa 4 milioni); alla base 36,5% (ben cinque volte) di italiani senza alcun titolo di studio o in possesso della sola licenza elementare: circa 20 milioni di italiani su 53 censiti. Grafico n.1
N.B. % sul totale della popolazione da sei anni in su: 53.854.000 milioni ( arrotondati) Fonte: Istat -censimento 2001 – Tav: grado di istruzione Impressionante, la platea degli analfabeti totali e dei “nessun titolo” (alfabeti): 5.981.579: quasi 12 italiani su cento. Se ad essi si sommano i possessori della sola licenza elementare o della sola scuola media – titoli del tutto insufficienti a vivere e produrre nel mondo di oggi – si calcolano a quasi 36 milioni (il 66% della popolazione) gli italiani che la ricerca definisce, come appena detto, “ana-alfabeti” e cioè del tutto analfabeti o appena alfabeti (si definivano un tempo”analfabeti di ritorno”). Negli ultimi 10 anni - l’intervallo censuario fra il 1991 e il 2001 - la situazione globale dell’educazione, non è mutata di molto: lo stesso numero di laureati, lo stesso sottosuolo educativo del 66%, una variazione in più dell’1,19% degli italiani raggiunti dalla scuola che è stata, quindi, sostanzialmente ferma. Come il fiume Aare, per dirla con un’immagine, che secondo Cesare si muove così lentamente da non potersi giudicare da che parte scorra. La prima ed allarmante implicazione di questi dati per la politica scolastica è costituita dall’obiettivo che i Paesi UE si sono dati a Lisbona nel 2000 e cioè di accrescere i loro scolarizzati dell’11% entro il 2010. Se nei dieci anni passati essi sono cresciuti in Italia dell’1%, i conti, per i prossimi dieci, in assenza di interventi forti, son presto fatti. Disaggregando per regione i dati nazionali, emergono situazioni inquietanti. Nove regioni italiane, la metà circa,sono oltre il limite, che gli studiosi considerano di allarme, per popolazione senza titolo di studio: l’8%. La regione più ana-alfabeta è Sorprendentemente, alcune delle regioni meridionali registrano un alto tasso di laureati: questa contraddizione è la tenaglia educativa: Altra sorpresa, la distribuzione degli ana-alfabeti per grandi Comuni (oltre 250 mila abitanti), Catania con l’8,4% è la grande città più ana-alfabeta d’Italia, seguita da Palermo (7,4) Bari (6,7) Napoli (6,2). La nostra collocazione internazionale (OCSE “L’Educazione allo specchio” 2004) vede l’Italia, fra i Paesi più avanzati, al terz’ultimo posto tra 30 esaminati, quelli del “Primo e Secondo Mondo”: ci seguono solo Portogallo e Messico. L’analisi, infine, tocca anche uno dei nodi più drammatici del sistema-Italia: il declino economico. Su richiesta dell’Università di Castel Sant’Angelo, l’OCSE ha fornito i dati che accertano il possesso di un titolo d’istruzione superiore nella forza lavoro 25-64 anni. Su 11 Paesi considerati il nostro Paese è all’ultimo posto per addetti alla produzione di merci e servizi in possesso di qualifica universitaria e oltre. In coerenza con il suo impianto globale, il documento allarga lo sguardo al “patrimonio ricerca” italiano. Non è tanto la conferma, scontata, che l’Italia è in coda per numero di ricercatori, spese per l’Università e la scienza, quanto -sorpresa positiva- che, a parità di condizioni, i nostri ricercatori sono fra i più produttivi nelle aree di punta tra i principali Paesi industrializzati. Abbiamo un capitale umano di prima qualità, occorre saperlo sfruttare anche per processi ampi di ammodernamento culturale e propulsione economica del Paese. Nel solo 2003, ha accertato il CNR, circa 6.000 ricercatori italiani ad alta qualificazione sono emigrati negli USA: ci sveniamo per l’America. Una decisa inversione di rotta è indispensabile. Non essendo realistico contare su investimenti finanziari aggiuntivi, (il bilancio del MIUR è previsto in discesa fino al 2007), l’UNLA propone due piste coerenti: un’imposta di scopo per il sistema scuola e ricerca sotto il profilo dell’Educazione Permanente, perchè il contribuente italiano dovrà essere convinto che, se si vuole cambiare il Paese, occorre la partecipazione di tutti e, seconda leva, l’intervento massiccio della televisione. Solo così si potrà parlare di passaggio dalla Scuola dello Stato alla Scuola della Società. Il ruolo di punta dell’Unione, in questo quadro, è diventato emergente e trainante: ciò che contrasta con l’inaccettabile povertà dei mezzi a disposizione. Sul piano degli eventi più strutturati legati al lavoro quotidiano, va ricordato che nel corso dell’anno, ha avuto luogo il trasferimento della Sede Centrale in nuovi locali siti in Palazzo Sora a C.so Vittorio Emanuele 217, nel cuore di Roma. Dobbiamo all’Amministrazione Provinciale questo intervento qualificante e per gli uffici dell’ Unla e per la sede dell’Università. L’interscambio con i nostri CCEP è stato costante, fornire un semplice elenco della multiforme panoplia della presenza dei nostri Centri sul territorio sarebbe troppo lungo. Si può qui solo accennare alla punta avanzata di questi programmi e cioè il ciclo “Unla per…”. Si è cominciato con “l’Unla per la Sardegna e la Sardegna per l’Unla” svoltosi a Sassari sotto la guida sapiente del nostro Raffaele Manca, per proseguire con un’analoga manifestazione a Bovalino, esemplarmente organizzata dal nostro Domenico Agostini d’intesa con Attilio Romano. E infine, in Sicilia dove i nostri due CCEP hanno confluito in una manifestazione coordinata ad Ispica e condotta in maniera impeccabile da Antonino Lauretta. A tutte e tre le manifestazioni il Presidente ha avuto l’onore di partecipare personalmente, ricevendone quella gratificante carica di energia, offerta sempre dal contatto con i nostri Centri. Nuove piste di attività ha aperto la Delegazione della Campania con la nascita dei CCEP di Lacedonia e Castelnuovo di Conza, con corsi, oltre a quelli tradizionali di alfabetizzazione, di giornalismo e la pubblicazione di specifiche ricerche, oltre al Concorso Nazionale di Poesia di Contursi, giunto alla settima edizione, e a manifestazioni regionali e internazionali di Andretta. Infiorescente l’attività di tutte le Delegazioni: della Sicilia, della Calabria, della Basilicata, della Puglia, dell’Abruzzo, della Sardegna, della Toscana, della Campania, del Lazio e dell’Umbria. Prevediamo l’apertura di un nuovo Centro in Molise, a Campobasso. Un ampio spettro di manifestazioni ha avuto luogo nella Sede Centrale. Si ricordano soltanto il Convegno Nazionale promosso d’intesa con la Confederazione Nazionale delle Università Popolari CNUPI, dall’ASPIC, SPI CGIL, CISAL Scuola, sul tema “Il ruolo dell’associazionismo nel sistema formativo integrato” tenutosi a Roma il 17 giugno 2005; il Premio Unla-Ucsa al poeta Corrado Calabrò, Garante per la Comunicazione; la mostra spettacolo di poesia e musica “Canti e cunti di Sicilia” e lo spettacolo “Suoni e voci dal mondo” tenutosi in occasione della ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Su invito del Comune di Tivoli, il 4 novembre si è tenuta nel Centro Congressi di quella città una manifestazione relativa all’EDA, con interventi del Sindaco, dell’Assessore alla Cultura e di numerosi esperti. Ne è risultato un dibattito del più alto interesse. Un’ampia partecipazione documentaria ha avuto luogo nel quadro della cennata conferenza di Norwich sull’Educazione degli Adulti organizzata dal governo britannico, come già accennato, in occasione del semestre europeo di competenza. Sono proseguiti inoltre i Progetti europei Socrates, d’intesa con la nostra esperta a Bruxelles, Valeria Giunta. Il 21 dicembre è stata ricordata con un’apposita manifestazione culturale la Prof. Iole Lombardi, indimenticata protagonista, assieme a Leone Bortone, della nostra Università. L’anno accademico 2004-05 è stato concluso dal Linceo Mottana, nella consueta sede di San Lorenzo in Miranda, mentre quello 2005-06 è stato inaugurato in Campidoglio dal Prof. Remo Bodei, della Normale di Pisa e dell’Università della California. La cerimonia inaugurale dell’UCSA si è conclusa con la premiazione dei vincitori del premio di poesia-narrativa “Raffaele Marino”. Le piste di ricerca dell’UCSA hanno spaziato su alcuni cicli principali quali la scienza della formazione, la civiltà islamica, la letteratura israeliana, la letteratura italiana e straniera moderne, le scienze politiche, la musica, la storia dell’arte, la scienza della nutrizione, la cultura e cinema cinese, l’astronomia e l’astrofisica, il diritto. Destinatari dell’offerta gli iscritti a Roma e presso i CCEP. In parallelo l’UCSA, d’intesa con il Consorzio Interuniversitario di Storia dell’Europa Orientale de “La Sapienza” di Roma ha svolto, presso l’antica Libreria Croce una fitta serie di incontri di presentazione di volumi appena pubblicati o comunque di alto interesse letterario, storico, scientifico, artistico. Il calendario ha avuto inizio in Gennaio e si è sviluppato fino a tutto Maggio 2005. Il ciclo è stato di oltre 20 incontri con la presenza di notissimi letterati e artisti fra i quali ci si limita a citare, Giovanna Motta, Antonello Biagini, Cesare Nissirio, Dante Maffia, Umberto Ranieri, Giuseppe Mannino, Mario Specchio, Paola Coppola Pignatelli, Nino Borsellino, Dante Della Terza, Franco Ferrucci e Massimo Onofri. L’ultimo incontro ha avuto come protagonista l’illustre economista Paolo Sylos Labini, stimato docente dell’UCSA, scomparso di recente. La sede coordinata di Via Fonteiana ha proseguito la sua attività con il Centro informatico e il Centro multimediale per l’insegnamento facciale e a distanza delle lingue straniere e il Centro CILS, esami per stranieri dell’Università di Siena. Lo schema di intervento è ad ampio raggio e comprende due corsi di lingua inglese di base e intermedio e l’allestimento dei corsi di lingua italiana per stranieri. La conclusione operativa ha riguardato i relativi esami e connesse certificazioni, la costruzione di un apposito sito web, la formazione a distanza dei docenti di lingua sull’uso del Portfolio delle lingue europee comprensivo di un programma sperimentale presso l’Istituto Alberghiero “Vittoria Colonna” di Roma, nonché la connessione delle predette attività multimediali dei docenti di lingua con la Rete Scuola Lavoro del CCEP UNLA di Terni. Nell’ambito del Progetto Socrates- Grundtvig è prevista l’impostazione del Progetto Meda: formazione dei giovani alla creazione e gestione di piccole imprese. Il rapporto sinergico Sede Centrale - Centri di Cultura per l’Educazione Permanente (CCEP) ha avuto una nuova impostazione, che appare promettente, con il Progetto Sud . A seguito di un contatto con la Direzione competente del MIUR, è stata elaborata una ipotesi di intervento straordinario in favore dei nostri Centri UNLA mediante alcune piste privilegiate da affiancare ai normali programmi dei Centri stessi. 1) alfabetizzazione primaria e secondaria delle fasce sfavorite della popolazione nelle aree meridionali; 2) realizzazione di un sistema di interconnessione telematica dei Centri UNLA volta al fine di cui al punto1; 3) piano di interventi per la formazione su sistemi e tecnologie innovative (alfabetizzazione tecnologica); 4) formazione delle fasce giovanili 14-29 anni ai sistemi tecnologici innovativi. E’ stato quindi proposto al Ministero di puntare su un “modello Centro” prevedendo una spesa unitaria per singola sede che, sentiti i nostri organismi periferici, dovrebbe aggirarsi sui 40.000 euro l’anno. E’ auspicabile che l’anno finanziario 2006 consenta al MIUR questo intervento concordato che si presenta fra i più significativi nel quadro della Educazione Permanente nel nostro Paese. Che l’UNLA e la sua Università continueranno a delineare sull’esile filo della certezza della speranza. |
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